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È stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea il regolamento di esecuzione (UE) 2018/775 della Commissione sulle modalità di applicazione dell'articolo 26, paragrafo 3, del regolamento (UE) 1169/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, per quanto riguarda le norme sull'indicazione del Paese d'origine o del luogo di provenienza dell'ingrediente primario di un alimento.

Sul sito dell'Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie è stata pubblicata la versione aggiornata del Manuale di buone pratiche di igiene per le microimprese alimentari

Nel Manuale sono state introdotte delle nuove schede che dettagliano attività quali quelle di panificazione, produzione di vini e di birra artigianale, pasticcerie e gelaterie.

Obbligo di indicazione dell'origine per i derivati del pomodoro. Nella Gazzetta ufficiale di ieri è stato infatti pubblicato il decreto interministeriale (Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali e Ministero dello Sviluppo economico) 16 novembre 2017.

Dal 18 dicembre scorso nell'area del portale del Ministero della Salute dedicata ai richiami dei prodotti alimentari è stata aggiunta una nuova sezione riservata alle revoche degli stessi, successive - si legge sul portale - "a risultati di analisi favorevoli, scadenza del prodotto o per altri motivi". 

È nato il Comando Carabinieri per la Tutela agroalimentare.

La nuova struttura è stata istituita dal decreto legislativo 228/2017, entrato in vigore domenica, e va a sostituire il Comando Carabinieri Politiche agricole e alimentari.

A capo del Comando - si apprende da una nota dell'Arma - vi è il colonnello Luigi Cortellessa, che guiderà un corpo di "militari altamente specializzati nelle plurime e complesse fonti normative a presidio della produzione agricola e alimentare".

La nuova struttura - prosegue la nota - è costituita da un corpo centrale (Uffici del Comando e Reparto Operativo) e un corpo periferico di 5 Reparti Tutela agroalimentare, con competenza interregionale (Torino, Parma, Roma, Salerno e Messina).

I ministri delle Politiche agricole, alimentari e forestali (Mipaaf) e dello Sviluppo economico (Mise), rispettivamente Maurizio Martina e Carlo Calenda, hanno firmato il decreto interministeriale per introdurre l'obbligo di indicazione dell'origine dei derivati del pomodoro. Lo ha reso noto il Mipaaf in un comunicato pubblicato sul proprio sito web.
Il provvedimento introduce la sperimentazione per due anni del sistema di etichettatura, nel solco della norma già in vigore per i prodotti lattiero-caseari, per la pasta e per il riso.
Il decreto si applica ai derivati come conserve e concentrato di pomodoro, oltre che a sughi e salse che siano composti almeno per il 50% da derivati del pomodoro.

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