Con la sentenza 6 febbraio 2015, n. 605 il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di un produttore contro il decreto nazionale che vieta le coltivazioni OGM in Italia.


L’art. 34 del regolamento CEE/UE n. 1829/2003 prevede infatti che quando sia manifesto che prodotti autorizzati dal presente regolamento o conformemente allo stesso possono comportare un grave rischio per la salute umana, per la salute degli animali o per l’ambiente ovvero qualora sorga la necessità di sospendere o modificare urgentemente un’autorizzazione, sono adottate dallo Stato Membro misure urgenti ed eventualmente misure cautelari provvisorie che rimangono in vigore fino all’adozione delle misure comunitarie.
Deve perciò ritenersi che il mantenimento della coltura del mais MON 810 senza adeguate misure di gestione non tutelasse a sufficienza l’ambiente e la biodiversità. Così da imporre l’adozione della misura di emergenza contestata dall’appellante. Tutte le censure dedotte dall’appellante si sono dimostrate pertanto infondate.

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